La scuola

La prima volta che fummai
delle sigarette,
avrò  avuto si e no 15 anni.

la mia adolescenza.

Le canzoni di Vecchioni,

Le scalette ,

Il teatro,

Mentre le mie amiche avevano
in regalo i primi limoni,
Io cercavo solo ,
una fottuta penna e un pezzo di carta

per lasciare
per cancellare via ,
le mie fottute paranoie.

L’insegnante diceva
in classe ciò che io
non volevo ascoltare.

Equazioni lineari

Senza prospettive di sognare.

La scuola era solo
un essima prigione
che non ero disposta

A votare .

Il giardiniere ed la rosa

Le rose erano tutte già sbocciate
una stava lì ad aspettare,
ed il fioraio la lascio lì,
per non farla morire

La lascio andare,

ma prima
l’annaffio

E poi la saluto
Il fiore
per diversi mesi

Rimase lì
triste,
aspettando qualcuno
che la riancendesse.

Solo il sole ci riusci
e, gli fece
spalancare i petali .

Quando si sveglió
la rosa lo cercó,
ma lui
non c’era
non c’era più.

Non é che ti penso

Non è che non ti penso più.
E che ho smesso
di cercarti
di giorno.

E che ti cerco solo nei miei confusi pensieri ,
nei miei dolci sogni,
di notte.

È diverso!

Ti penso ogni  giorno,
ma  il silenzio tacito
delle tamerici vince,
sulle mie preghiere .

Non è  che non ti voglio,
che ho paura :
dei tuoi  azzurri occhi,
delle tue carnose labbra.

Perciò scivolo via
in ogni minuto,
in ogni mia scelta ,
in ogni silenzio.

Nel buio
dell’oblio,
di queste oppresse sere.

E che ti vorrei dare
a te il mondo intero.

Vederti ridere,
Vederti danzare
delle stelle del cielo.

Ma preferisco
farmi da parte,
solo, per farti
tornare.

E che ti amo ,
ma non

te lo so
spiegare.

E che, ti voglio ,
ma il mio cuore
ha sempre temuto
di lasciarti andare.

E ora che
non ci sei più ,
solo, il bel ricordo,
mi rimane.

Tacito,come le tacite tamerici